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Guida per idraulici

Bonus caldaia 2026: cosa dire al cliente nel preventivo

Il cliente ha letto qualcosa su Facebook e ti chiede "posso avere lo sconto in fattura?". Nel 2026 la risposta è quasi sempre no, e se gli lasci intendere il contrario il problema diventa tuo, non suo. Questa guida ti dice cosa è cambiato con il bonus caldaia 2026 e come scriverlo nel preventivo senza promesse che poi non reggono.

Cosa è cambiato nel 2026: stop a sconto in fattura e cessione

Dal 2024 lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati praticamente aboliti per i lavori ordinari (Decreto-Legge 39/2024). Restano solo per pochi casi particolari: superbonus in comuni colpiti da eventi sismici (zone 1, 2 e 3) e alcune situazioni di edilizia libera per nuclei familiari a basso reddito con ISEE sotto una certa soglia. Per il 99% dei tuoi cantieri — sostituzione caldaia in un condominio normale, in una villetta, in un negozio — queste due opzioni non esistono più.

In pratica: il cliente paga l'intera fattura di tasca sua (bonifico parlante, se vuole la detrazione) e recupera i soldi in dieci anni, tramite la dichiarazione dei redditi. Non è un dettaglio da poco: se il cliente ha ragionato "tanto mi arriva lo sconto subito", va corretto prima di firmare, non dopo.

Caldaie a gas: cosa non e più incentivato

Dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili — comprese quelle a condensazione — sono uscite dalle detrazioni. La Legge di Bilancio 2025 le ha escluse sia dall'Ecobonus sia dal Bonus Ristrutturazione per le spese sostenute nel 2025, 2026 e 2027, quando l'intervento è la semplice sostituzione del generatore con una caldaia unica a gas. Resta un impianto installabile e perfettamente regolare, ma sulla sola sostituzione oggi non porta alcun bonus fiscale.

Questo è l'errore più comune al banco cucina: molti pensano ancora che "la caldaia a condensazione ha il 50%". Non è più vero per la sostituzione secca. L'unica caldaia a gas che mantiene l'agevolazione è quella inserita in un sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a condensazione con centralina unica); l'unica eccezione residua è la caldaia installata dentro una ristrutturazione edilizia più ampia, non lo scambio del solo generatore. Se il cliente vuole restare sul gas "puro", diglielo chiaro prima di firmare: paga tutto, senza detrazione.

Riepilogo rapido per fare chiarezza al banco cucina
InterventoCosa spetta nel 2026Come si recupera
Caldaia a gas a condensazione (solo fossile)Nessun bonus sulla sola sostituzione: esclusa da Ecobonus e Bonus Ristrutturazione per il 2025-2027Nessuna detrazione (agevolabile solo dentro una ristrutturazione edilizia più ampia)
Sistema ibrido (pompa di calore + caldaia condensazione)Ecobonus (50% prima casa / 36% altri immobili) + possibile Conto Termico 3.0Detrazione 10 anni oppure contributo GSE a fondo perduto
Pompa di calore puraEcobonus (50% / 36%) + Conto Termico 3.0 fino al 65%Contributo GSE diretto, tempi 60-90 giorni
Caldaia a biomassaConto Termico 3.0Contributo GSE diretto

Ibridi e pompe di calore: cosa spetta ancora

Chi installa un sistema ibrido o una pompa di calore mantiene l'accesso all'Ecobonus (detrazione al 50% sulla prima casa e 36% sugli altri immobili nel 2026), e in più può scegliere il Conto Termico 3.0 se conviene di più al cliente specifico. Non sono cumulabili sullo stesso intervento: vanno confrontati caso per caso, di solito conviene il Conto Termico a chi non ha capienza fiscale sufficiente per sfruttare una detrazione decennale (pensionati, redditi bassi), mentre l'Ecobonus conviene a chi paga già tanto IRPEF ogni anno.

Nel preventivo, questa scelta la fa il cliente col suo commercialista — tu ti limiti a indicare quali interventi sono ammissibili a quale bonus, senza calcolare l'importo della detrazione (non è il tuo mestiere e se sbagli il numero la responsabilità torna su di te).

Conto Termico 3.0: il contributo a fondo perduto

Il Conto Termico 3.0 (operativo dal 25 dicembre 2025, DM 07/08/2025) è diverso da una detrazione fiscale: è un contributo erogato direttamente dal GSE, fino al 65% della spesa ammissibile, su pompe di calore, ibridi, solare termico, caldaie a biomassa e scaldacqua a pompa di calore. Il cliente non deve avere capienza IRPEF e non aspetta dieci anni: quando l'importo non supera 15.000 euro (la stragrande maggioranza dei cantieri residenziali) il GSE paga in un'unica soluzione dopo l'approvazione della pratica, di solito entro 60-90 giorni.

Per il tuo preventivo questo significa una cosa concreta: se proponi un ibrido o una pompa di calore, puoi scrivere "intervento potenzialmente ammissibile al Conto Termico 3.0 (contributo GSE, non detrazione)" senza impegnarti su cifre — l'importo esatto lo calcola chi presenta la pratica.

Cosa deve fare l'installatore (comunicazione ENEA e tempi)

Se il cliente sceglie l'Ecobonus, tu come installatore hai un pezzo di responsabilità operativa: la trasmissione ENEA va fatta entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con asseverazione del termotecnico (se richiesta), scheda tecnica del generatore e la tua dichiarazione di conformità DM 37/08. Se questa pratica salta o arriva tardi, il cliente perde la detrazione — e la colpa, giustamente o no, ricade su chi ha fatto il lavoro.

Regola pratica: scrivi in preventivo, a chiare lettere, chi si occupa della trasmissione ENEA (tu, il cliente, un tecnico terzo) e la scadenza. Non lasciarlo sottinteso: è il punto dove nascono la maggior parte delle liti post-lavoro sui bonus, insieme a come scrivere le voci del preventivo senza ambiguità.

Come scrivere il preventivo senza promesse sbagliate

La formula che funziona è separare nettamente due cose: il prezzo del lavoro (quello lo garantisci tu) e l'eventuale bonus (quello lo garantisce lo Stato o il GSE, non tu). Un esempio di frase pronta da adattare:

Da copiare nel PDF

Intervento: sostituzione caldaia a gas con sistema ibrido pompa di calore + caldaia condensazione 24 kW, comprensivo di smontaggio vecchio generatore, opere idrauliche e collaudo.

Importo totale lavoro: 6.800 € IVA inclusa.

Nota bonus: l'intervento è potenzialmente ammissibile a Ecobonus (detrazione fiscale in 10 anni) o a Conto Termico 3.0 (contributo GSE a fondo perduto, non cumulabile con l'Ecobonus sullo stesso intervento). La verifica dei requisiti e il calcolo dell'importo spettante restano a carico del cliente e del proprio commercialista/CAF. La trasmissione ENEA, se richiesta, è a nostro carico ed effettuata entro 90 giorni dalla fine lavori.

Con questa nota eviti due errori opposti: promettere una percentuale di detrazione che non conosci con certezza (e che dipende dalla situazione fiscale del cliente), oppure lasciare il cliente convinto che "tanto c'è lo sconto" e poi litigare a lavoro finito. Vale lo stesso principio che vale per ogni altra voce del preventivo: scritto chiaro prima, non spiegato a voce dopo. E se il preventivo prevede anche IVA agevolata, ricontrolla l'aliquota giusta nella guida su IVA 10% o 22% in fattura, perché gli interventi di riqualificazione energetica hanno regole specifiche diverse dalla manutenzione ordinaria.

Se il preventivo lo scrivi la sera sul divano dopo una giornata di sopralluoghi, la nota bonus è la prima cosa che si dimentica o si scrive di fretta e male. Con DettaPreventivo la detti a voce insieme al resto del sopralluogo — "intervento ammissibile a Conto Termico, verifica a carico del cliente" — e resta salvata nel PDF prima ancora che tu risalga sul furgone.

Domande frequenti

Lo sconto in fattura sulla caldaia esiste ancora nel 2026?

No, salvo poche eccezioni legate al superbonus in zone sismiche 1-2-3. Per i lavori ordinari di sostituzione caldaia lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati aboliti: il cliente anticipa l'intera spesa e recupera con la detrazione in dichiarazione dei redditi, in dieci anni.

Le caldaie a gas hanno ancora la detrazione?

No, non sulla sola sostituzione. Le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione, sono escluse sia dall'Ecobonus sia dal Bonus Ristrutturazione per le spese del 2025, 2026 e 2027 quando si tratta della semplice sostituzione del generatore. Restano installabili e regolari, ma non danno alcuna detrazione. L'agevolazione torna solo se la caldaia è parte di un sistema ibrido o di una ristrutturazione edilizia più ampia.

Cos'è il Conto Termico 3.0?

È un contributo a fondo perduto erogato dal GSE, non una detrazione fiscale: copre fino al 65% della spesa per pompe di calore, ibridi, solare termico e caldaie a biomassa. Il cliente non anticipa nulla in dichiarazione dei redditi, riceve il bonifico dal GSE dopo l'approvazione della pratica.

Cosa deve comunicare l'installatore all'ENEA?

Per l'Ecobonus va trasmessa la pratica sul portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, con asseverazione del termotecnico, scheda tecnica del generatore installato e dichiarazione di conformità DM 37/08. Senza questa trasmissione il cliente perde il diritto alla detrazione.

Fonti: Agenzia delle Entrate — detrazione riqualificazione energetica · Guida Conto Termico 3.0 aggiornata 2026.

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